Meijers WC, Aboumsallem JP, Lyon AR, Moslehi J, de Boer RA.

Physiol Rev. 2026 Jan 1;106(1):587-644. 

Questa revisione propone una visione moderna e più ampia della cardio-oncologia, superando l’idea tradizionale secondo cui il rapporto tra cancro e sistema cardiovascolare è a senso unico. In passato, infatti, l’attenzione era rivolta quasi esclusivamente agli effetti negativi delle terapie antitumorali sul cuore: molti trattamenti oncologici, come chemioterapia e immunoterapia, possono causare danni cardiovascolari anche importanti, tra cui scompenso cardiaco, aritmie e alterazioni dei vasi sanguigni. Questo approccio viene definito “forward cardio-oncology” ed è stato per anni il fulcro della disciplina. La review introduce però con forza anche il concetto opposto, definito “reverse cardio-oncology”. In questo caso, il punto di partenza è il cuore: condizioni cardiovascolari, in particolare lo scompenso cardiaco, non sarebbero solo conseguenze delle terapie oncologiche, ma potrebbero a loro volta influenzare lo sviluppo e la progressione dei tumori. Il cuore malato, infatti, può rilasciare nel circolo sanguigno una serie di molecole (il cosiddetto “secretoma”) capaci di favorire la crescita tumorale. A questo si aggiungono altri possibili meccanismi, come l’alterazione del sistema immunitario e cambiamenti nel microbiota intestinale, che contribuiscono a creare un ambiente favorevole al cancro. Un altro punto centrale dell’articolo è che cancro e malattie cardiovascolari condividono numerosi fattori di rischio, come obesità, diabete e infiammazione cronica. Questo rende ancora più complesso distinguere causa ed effetto: in molti casi, le due condizioni possono svilupparsi in parallelo, alimentandosi reciprocamente attraverso meccanismi biologici comuni. Dal punto di vista clinico, queste nuove conoscenze sottolineano l’importanza di un approccio integrato. Non è più sufficiente trattare il tumore o il cuore separatamente: è necessario considerare il paziente nella sua globalità, con una collaborazione stretta tra oncologi e cardiologi. Questo implica sia un monitoraggio attento degli effetti cardiovascolari delle terapie oncologiche, sia una maggiore attenzione al rischio oncologico nei pazienti con malattie cardiache. Si evidenzia come il rapporto tra cuore e cancro sia bidirezionale e dinamico. Questa prospettiva apre nuove strade per la ricerca e per la pratica clinica, con l’obiettivo di sviluppare strategie preventive e terapeutiche più efficaci e personalizzate.