Caswell DR, Hiley C, Murphy C, Bao LC, Swanton C.

Trends Cancer. 2026 Apr;12(4):310-319. doi: 10.1016/j.trecan.2025.12.009. Epub 2026 Feb 11. PMID: 41680064

Il carcinoma polmonare nei soggetti che non hanno mai fumato è oggi riconosciuto come entità clinica e biologica distinta rispetto al tumore polmonare correlato al tabacco. Gli autori sottolineano come, nonostante la riduzione globale del fumo di sigaretta, la quota relativa di tumori polmonari nei non fumatori stia aumentando, soprattutto nelle donne e nelle popolazioni asiatiche, con prevalenza dell’adenocarcinoma. 

Questa patologia presenta caratteristiche molecolari peculiari. A differenza dei tumori associati al fumo, dominati da un elevato carico mutazionale indotto da carcinogeni del tabacco, questi tumori mostrano frequentemente alterazioni “driver” oncogeniche specifiche, come mutazioni di EGFR, riarrangiamenti di ALK e altre anomalie genomiche suscettibili di terapia target. Questa differente biologia implica anche un diverso microambiente immunitario e una differente risposta ai trattamenti immunoterapici. Uno dei punti centrali della review riguarda la difficoltà della diagnosi precoce. I pazienti non fumatori non rientrano infatti nei tradizionali programmi di screening con TC a bassa dose, storicamente costruiti sui forti fumatori. Di conseguenza, i sintomi iniziali vengono spesso sottovalutati o attribuiti ad altre patologie respiratorie benigne, con diagnosi frequente in stadio avanzato. Gli autori discutono quindi la necessità di sviluppare nuovi modelli di stratificazione del rischio che integrino fattori genetici, esposizioni ambientali e biomarcatori ematici o molecolari. Tra i fattori emergenti vengono citati l’inquinamento atmosferico, l’esposizione al radon, le predisposizioni germinali e l’ematopoiesi clonale, fenomeno associato all’invecchiamento ematopoietico e potenzialmente coinvolto nella carcinogenesi polmonare. 

Nel complesso, il lavoro di Caswell e collaboratori propone una revisione concettuale importante: il tumore polmonare nel non fumatore non rappresenta semplicemente una variante meno frequente del carcinoma associato al tabacco, ma una malattia distinta per epidemiologia, biologia molecolare, dinamica evolutiva e necessità cliniche. Gli autori concludono che il futuro della gestione di questi pazienti dipenderà dalla capacità di integrare genomica, prevenzione ambientale, biomarcatori precoci e screening personalizzato in strategie cliniche dedicate.