Su Lancet Oncology di Novembre è riportata una pooled analysis di pazienti che hanno ricevuto il trattamento immunitario con checkpoint inibitori prima della resezione epatica quale parte di un consorzio di cinque studi di fase I e II in 12 centri negli Stati Uniti, Inghilterra e Taiwan. La Maggiore Risposta Patologica (MRP)si riferiva ad una regressione tumorale > 70% mentre la Risposta Patologica Completa (RCP) al 100%. Su 111 pazienti inseriti nella analisi solo su 104 pazienti è stato possibile valutare la risposta patologica. In particolare i pazienti in trattamento dal 2017 hanno ricevuto nella maggioranza un trattamento con immuno checkpoint inibitori . La RCP è stata registrata in 19 pazienti (18%) e la MRP in 33 pazienti (32%). Per l’intero gruppo la RFS mediana è stata di 43.6 mesi. La RFS mediana per i pazienti con MRR non è stata raggiunta rispetto a 28.3 mesi (95% CI=12.8-43.8 mesi) per quelli che non hanno ottenuto questa risposta (hazard ratio = 0.26; 95% CI = 0.10-0.66; P= .0024). La RFS mediana non è stata raggiunta per i pazienti che hanno ottenuto una RCP verso 32.8 mesi (95% CI = 15.0 – 50.5 mesi) dei pazienti che non hanno ottenuto una RCP (HR = 0.19; 95% CI= 0.05-0.78; P= .010). I dati ottenuti indicano che un remissione di malattia del 90% rappresenta un fattore predittivo affidabile per la RFS. Questo dato dovrebbe essere validato in studi clinici di fase III.
Esiste una associazione tra la risposta patologica e la sopravvivenza libera da malattia nel carcinoma epatocellulare dopo trattamento neoadiuvante con checkpoint inibitori
da redazione | Nov 20, 2024 | Aggiornamenti scientifici
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