Xande JG, Del Giglio A.

Int J Mol Sci. 2025 Aug 11;26(16):7744. doi: 10.3390/ijms26167744.

Gli autori esaminano il ruolo degli agonisti del recettore del GLP-1 nel contesto del carcinoma mammario, collocandoli all’interno del più ampio rapporto tra obesità, prognosi oncologica e gestione metabolica. Infatti, l’obesità rappresenta un fattore di rischio consolidato sia per l’incidenza sia per l’evoluzione clinica del tumore della mammella, in particolare nelle donne postmenopausali con malattia ormono-sensibile. L’eccesso ponderale si associa a un incremento della mortalità e delle recidive attraverso meccanismi endocrini, infiammatori e metabolici che favoriscono la proliferazione e la sopravvivenza tumorale. In questo scenario, gli agonisti del recettore del GLP-1 emergono come potenziali strumenti per affrontare l’obesità nelle pazienti con carcinoma mammario. Questi farmaci modulano l’asse incretinico migliorando la secrezione insulinica glucosio-dipendente, riducendo l’appetito e rallentando lo svuotamento gastrico, con conseguente perdita di peso clinicamente significativa. Molecole come semaglutide e tirzepatide mostrano efficacia superiore rispetto agli interventi comportamentali tradizionali e presentano anche un profilo cardioprotettivo rilevante, particolarmente utile nelle pazienti oncologiche esposte  a trattamenti cardiotossici. Gli studi clinici disponibili, seppur preliminari e in parte retrospettivi, indicano che nelle donne con carcinoma mammario gli agonisti del GLP-1 inducono riduzioni ponderali modeste ma costanti, generalmente comprese tra il 2,3% e il 5% del peso corporeo. Tale effetto appare meno marcato rispetto alla popolazione generale, verosimilmente a causa delle modificazioni endocrine e metaboliche indotte dalla terapia anti-estrogenica. Sul fronte della sicurezza oncologica, l’articolo esamina anche il tema del rischio di neoplasie correlate all’uso dei GLP-1 RAs. Le evidenze attuali non mostrano incrementi significativi del rischio di carcinoma mammario nella maggior parte delle coorti analizzate, sebbene alcuni dati isolati propongano una possibile associazione in sottogruppi specifici. Rimangono inoltre aperte questioni relative alla possibile interazione con la funzione tiroidea, già oggetto di cautela per il rischio teorico di tumori. Nel complesso, gli agonisti del GLP-1 vengono presentati come un’opzione promettente per la gestione dell’obesità nelle pazienti con carcinoma mammario, con potenziali benefici metabolici e cardiovascolari e un profilo di sicurezza oncologica finora favorevole, pur riconoscendo che solo studi più robusti potranno definirne pienamente l’impatto sulla prognosi oncologica. Tuttavia, si rendo necessari studi prospettici randomizzati, maggiori dati di sicurezza su posologia in questo setting di pazienti ed è necessario affrontare il problema dei costi e dell’accesso alle terapie.