G. Gentile1,2,# ∙ R. Gerosa1,3,# ∙ E. de Azambuja1 ∙ M. Piccart-Gebhart

Annals of Oncolgy Published online: December 10, 2025

L’articolo pubblicato su Annals of Oncology ripercorre i vent’anni dall’introduzione del trastuzumab in terapia adiuvante per il tumore della mammella HER2-positivo, sottolineando come questo farmaco abbia rappresentato uno dei cambiamenti più rilevanti nella storia recente dell’oncologia mammaria. Prima dell’arrivo delle terapie anti-HER2, questo sottotipo di tumore era associato a un rischio elevato di recidiva e a una prognosi sfavorevole; l’introduzione del trastuzumab ha invece trasformato radicalmente l’outcome delle pazienti, rendendo possibile una riduzione significativa del rischio di ricomparsa della malattia e un miglioramento duraturo della sopravvivenza. Gli autori ricordano come i primi studi clinici sull’uso adiuvante del trastuzumab abbiano dimostrato benefici chiari e consistenti, confermati poi da follow-up a lungo termine. A distanza di molti anni, i dati mostrano che il vantaggio ottenuto con questa strategia terapeutica non solo si mantiene nel tempo, ma ha cambiato stabilmente la storia naturale della malattia HER2-positiva in fase precoce. L’articolo affronta anche il tema della sicurezza, in particolare la cardiotossicità, evidenziando come l’esperienza clinica accumulata abbia permesso una gestione più attenta e personalizzata del trattamento, riducendo l’impatto degli effetti collaterali senza compromettere l’efficacia. Un altro aspetto centrale della riflessione riguarda l’evoluzione del trattamento adiuvante nel corso degli anni. Pur restando il trastuzumab un cardine terapeutico, il suo utilizzo si è progressivamente integrato con nuove strategie, incluse altre terapie anti-HER2 e approcci più personalizzati. L’articolo sottolinea come oggi l’attenzione non sia più solo rivolta all’intensificazione della terapia, ma anche alla possibilità di modulare il trattamento in base al rischio individuale, individuando le pazienti che possono beneficiare di schemi meno aggressivi e quelle che invece necessitano di approcci più intensivi. Nel complesso, il lavoro non presenta nuovi dati sperimentali, ma offre una lettura critica e storica dell’impatto clinico del trastuzumab in adiuvante. Il messaggio principale è che, a vent’anni dalla sua introduzione, questo farmaco rimane un punto di riferimento fondamentale nella cura del tumore al seno HER2-positivo, rappresentando la base su cui si sono costruiti e continuano a svilupparsi i progressi più recenti verso una terapia sempre più efficace e personalizzata.