Chi ha avuto una malattia oncologica, fino a ieri si trovava a vivere delle difficoltà nell’accesso ad alcuni servizi. Richiedere mutui, prestiti, assicurazioni e adozioni, per un ex paziente significava spesso fare i conti con il passato e con la patologia che si è lasciato alle spalle. Mentre un tempo il tumore era una malattia che dava poche speranze di sopravvivenza, oggi moltissime neoplasie sono curabili, e altre hanno un’aspettativa di vita lunga.
Il nostro Paese si è unito a quelli che hanno emanato la legge per il diritto all’oblio (Francia, Lussemburgo, Belgio, Olanda e Portogallo), garantendo ai suoi cittadini un futuro libero dallo stigma della malattia oncologica. Infatti dopo la votazione unanime di tutte le parti politiche sulla G.U. n. 294 del 18 dicembre 2023 è stata pubblicata la Legge 7 dicembre 2023, n. 193: Disposizioni per la prevenzione delle discriminazioni e la tutela dei diritti delle persone che sono state affette da malattie oncologiche. Riportiamo sinteticamente i 4 punti fondamentali:
L’articolo 1 definisce l’oggetto e le finalità dell’intervento normativo che prevede “disposizioni in materia di parità di trattamento, non discriminazione e garanzia del diritto all’oblio delle persone guarite da patologie oncologiche”.
L’articolo 2 prevede che “ai fini della stipulazione o del rinnovo di contratti relativi a servizi bancari, finanziari, di investimento e assicurativi, nonchè nell’ambito della stipulazione di ogni altro tipo di contratto, non è ammessa la richiesta di informazioni relative allo stato di salute della persona fisica contraente concernenti patologie oncologiche da cui essa sia stata affetta in precedenza, qualora il trattamento attivo si sia concluso, senza episodi di recidiva, da più di dieci anni alla data della richiesta; tale periodo è ridotto della metà nel caso in cui la patologia sia insorta prima del ventunesimo anno di età”. 

L’articolo 3 modifica la legge 4 maggio 1983, la numero 184, che disciplina l’adozione e l’affidamento dei minori. In particolare, si pongono limiti alle indagini relative allo stato di salute di coloro che intendono adottare: queste “non possono avere ad oggetto patologie oncologiche qualora siano trascorsi più di 10 anni dalla fine del relativo trattamento terapeutico, in assenza di recidive o ricadute, ovvero più di 5 anni”. 
L’articolo 4 per quanto riguarda concorsi e prove selettive (sia pubbliche che private) pone il “divieto di richiedere informazioni sullo stato di salute dei candidati medesimi concernenti patologie oncologiche da cui essi siano stati precedentemente affetti e il cui trattamento attivo si sia concluso, senza episodi di recidiva, da più di dieci anni dalla data della richiesta; anche in tal caso il termine è ridotto alla metà nel caso in cui la patologia sia insorta prima del ventunesimo anno di età”.

In sintesi il diritto all’oblio è il diritto di non fare menzione dell’esperienza di malattia attraversata quando il tempo trascorso e le condizioni di salute la rendono non più rilevante. E di non essere oggetto di indagine per questo motivo.

Certamente la legge è importantissima anche perchè sottolinea il fatto che molti ex-pazienti di cancro sono da considerare definitivamente guariti in quanto hanno la stessa attesa di vita della popolazione generale.
Attualmente in Italia si trovano in questa situazione circa un milione persone che finalmente possono tornare alla “normalità”.
Un ulteriore passo in avanti è stato fatto il 24 aprile con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della tabella delle neoplasie in cui sono previsti termini più brevi per l’oblio oncologico rispetto al limite generale di 10 anni (o di 5 in caso di diagnosi prima dei 21 anni) dalla fine del trattamento.
Da ultimo segnaliamo il Decreto del 5 luglio 2024 che Disciplina delle modalità e delle forme per la certificazione della sussistenza dei requisiti necessari ai fini della normativa sull’oblio oncologico.

Insomma ora ci sono gli strumenti operativi per fare in modo che la legge sia applicata e gli oncologi devono esserne lo strumento.
Certamente però resta ancora molto da fare dal punto di vista tecnico per approfondire i vari aspetti delle singole neoplasie e siamo certi che il mondo oncologico è già al lavoro.