Nuove combinazioni terapeutiche in valutazione nel trattamento del carcinoma vescicale e carcinomi uroteliali hanno mostrato una migliore efficacia rispetto al tradizionale trattamento chemioterapico. La combinazione di chemioterapia con un ADC quale l’Enfortumab Vedotin, ha dimostrato una maggiore efficacia rispetto alla sola chemioterapia; stesso dicasi della combinazione che prevede l’impiego del Durvalumab, così come emerso nello studio Niagara Trial. In questo contesto si configura un nuovo scenario che evidenzia l’importanza di identificare fattori predittivi per consentire una selezione appropriata dei pazienti, come riportato recentemente in un Editoriale del New England Journal of Medicine, in particolare nella fase neoadiuvante. La disponibilità di biomarkers risulta rilevante al fine di identificare pazienti ad alto rischio di ripresa evolutiva per consentire la selezione di un trattamento efficace. Una possibilità potrebbe riguardare il DNA circolante che potrebbe favorire la selezione di pazienti che più di altri potrebbero giovarsi di trattamenti preoperatori.
Oncopost
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