La solitudine è definita come un sentimento soggettivo che si verifica quando le relazioni che si intrattengono non corrispondono alle proprie aspettative ed è percepita come l’essere soli o di sentirsi soli anche quando si è circondati da altre persone. La solitudine è stata riconosciuta come uno dei principali fattori che contribuiscono alla morbilità e alla mortalità dell’uomo.
La solitudine, legata al cancro, è associata alle aspettative sociali dei pazienti legate alla malattia che si sentono molto diversi dagli altri a causa della loro diagnosi e percepiscono il cancro come qualcosa che devono affrontare da soli dal punto di vista emotivo.
La frequenza del fenomeno è elevata e varia dal 22% al 57% soprattutto a carico dei pazienti più anziani.
Sono noti una serie di fattori di rischio associati alla solitudine in pazienti affetti da cancro come la mancanza di supporto psicologico o sociale, lo stato civile (persone che non sono mai state sposate, vedove o divorziate) e l’età.
Ad esempio, i pazienti che vivono da soli ricevono meno chemioterapia e chirurgia, suggerendo così che la solitudine è un fattore di rischio indipendente per una scarsa sopravvivenza nel cancro colo-rettale metastatico.
Come nella popolazione generale, anche la solitudine, legata al cancro, è associata a conseguenze per la salute fisica ma anche a limitazioni funzionali , infiammazione, ictus, ansia , stanchezza, depressione, psicosi, perdita di indipendenza, stigma, aspettative sociali negative e declino cognitivo fino al suicidio.
La solitudine predice anche esiti negativi per la salute dei pazienti oncologici, tra cui l’aumento dei sintomi come un aumento della fatica e del dolore oltre che peggiorare la qualità del sonno e la qualità di vita e soprattutto. della mortalità cancro specifica.
Per cercare di alleviare la solitudine si sono utilizzati vari strumenti, anche di tipo tecnologico, ma soprattutto è importante il supporto socio-ambientale, la presenza dei familiari e degli amici, dei gruppi di supporto ed infine le strutture di tipo sociale che la politica deve mettere a disposizione.
E’ auspicabile una maggiore attenzione da parte delle strutture ospedaliere, dove i pazienti oncologici fanno in gran parte riferimento, a favorire l’accoglienza, la comunicazione, il coinvolgimento, la disponibilità all’ascolto, la facilitazione di percorsi personalizzati e la deburocratizzazione in modo che il malato senta di non essere mai lasciato solo.
Sandro Barni
Il progetto ha l’obiettivo di creare dialogo e cultura
in ambito oncologico. Per farlo, vede il coinvolgimento, in qualità di autori, dei maggiori oncologi Italiani e propone contenuti che riguardano quattro livelli diversi di informazione:
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