Nikita Bastin, Marc Robinson, Amir Javid, Lauren S. Prescott, Alaina J. Brown

Gynecologic Oncology Report Luglio 2025. https://doi.org/10.1016/j.gore.2025.101808

Questo studio, condotto presso il Vanderbilt University Medical Center, analizza come la vulnerabilità sociale influisca sull’accesso ai trattamenti nelle pazienti con cancro ovarico. L’obiettivo principale era valutare se le pazienti provenienti da contesti socialmente più vulnerabili incontrino maggiori ritardi nell’avvio delle cure oncologiche. La vulnerabilità sociale è stata misurata utilizzando il Social Vulnerability Index (SVI) che integra indicatori legati a status socioeconomico, caratteristiche familiari, appartenenza etnica, tipo di abitazione e accesso ai trasporti. Le pazienti, 166 in totale, sono state suddivise in quattro gruppi in base al livello di vulnerabilità. I risultati hanno mostrato che le pazienti con più alta vulnerabilità sociale presentavano ritardi più lunghi nell’inizio dei trattamenti rispetto a quelle provenienti da contesti più privilegiati. In particolare, il tempo medio dalla diagnosi all’inizio del trattamento era di 40 giorni per le pazienti più vulnerabili, contro 22–27 giorni per le meno vulnerabili. Lo stesso trend è stato osservato per l’avvio della chemioterapia (fino a 45 giorni nei gruppi più svantaggiati) e per l’intervento chirurgico (fino a 128 giorni). Curiosamente, per quanto riguarda le cure palliative, il risultato si è invertito: le pazienti più vulnerabili hanno avuto accesso più rapido a questi servizi, probabilmente a causa di una progressione di malattia più veloce o di una maggiore gravità dei sintomi. Tuttavia, non sono emerse differenze significative in termini di sopravvivenza libera da progressione tra i vari gruppi. Gli autori sottolineano che questi ritardi potrebbero essere legati a barriere strutturali, come difficoltà economiche, problemi di trasporto, minore alfabetizzazione sanitaria o complessità burocratiche legate all’assicurazione sanitaria. Il concetto di vulnerabilità sociale, infatti, riflette l’effetto cumulativo di più forme di svantaggio che possono ostacolare un accesso tempestivo alle cure.